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Farm4Trade-Feeding strategies in dairy cows during heat stress conditions
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Strategie di alimentazione per le vacche da latte in condizioni di stress da calore

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Conseguenze negative dello stress da calore negli animali.

Come abbiamo discusso nel nostro precedente articolo, lo stress da calore ha un effetto negativo sulla produttività degli animali riducendo la redditività dell’intero settore agricolo. Lo stress da calore influenza negativamente non solo la produzione di carne e latte, ma aumenta anche la mortalità e diminuisce la riproduzione (Nardone et al., 2010). Tuttavia questa riduzione delle prestazioni animali può essere minimizzata se vengono applicate adeguate strategie di alimentazione. 

Esistono diverse strategie nutrizionali che è possibile applicare durante le condizioni di stress da calore:

1. Adeguata fornitura di acqua 

Per quanto l’acqua sia vitale per l’umanità, è altrettanto importante per gli animali. L’acqua è un nutriente importante che ha molte funzioni nel corpo, come ad esempio:

  • Contribuisce a digerire il cibo.
  • Raffredda gli animali.
  • Aiuta a rimuove i rifiuti dal corpo.
  • Contribuisce al trasporto di sostanze nutritive;

Con le alte temperature la quantità di acqua da assumere aumenta. È importante assicurarsi che sia sempre disponibile acqua, soprattutto con mucche ad alto rendimento (Berman, 2011). L’acqua è di estrema importanza per le vacche da latte, perché quest’ultimo è costituito per l’85% di acqua.

2. Diminuzione dell’apporto di fibre

Reducing forage and increasing the concentration content has been used to increase energy due to the fact that energy is a limiting nutrition in the diet.  L’alta fibra aumenta il carico di calore che comporta a stress. Pertanto si raccomanda di somministrare una bassa quantità di fieno e erba medica alle vacche da latte in condizioni di caldo estremo.

Per ottenere una maggiore produzione di latte da latte,  si consiglia di mantenere la frequenza respiratoria e la temperatura corporea più basse possibile, si consiglia, inoltre, di alimentarle con una fibra non degradabile del 30% di DM (West et al., 2003). Bisogna garantire che quando si riduce la quantità di fibra alimentare, essa non raggiunga valori troppo bassi, perché svolge anche un ruolo importante nel rumine dando energia alle vacche da latte.

3. Formulazione delle proteine nella razione alimentare 

Quando le mucche da latte subiscono uno stress da calore, si ottiene un bilancio negativo di azoto, quindi è importante aumentare la quantità di proteine. Gli amminoacidi essenziali dietetici come la lisina e la metionina sono raccomandati durante le condizioni di stress da calore. 

Al fine di ottenere un’alta proteina metabolizzabile per la produzione di latte, è consigliabile utilizzare il 2,4% di metionina e il 7,2% di lisina (NRC, 2001). Questo perché la metionina svolge un ruolo importante nelle vacche da latte migliorando la produzione e la capacità antiossidante (Nichols et al., 1998). Quindi, prevenendo il calore, aumentando la freschezza e migliorando le condizioni di vita durante la stagione calda. Considerando che, la lisina è vitale per la sintesi proteica del latte.

4. Integrazione di vitamine e minerali

La vitamina A, C ed E sono altamente raccomandate durante le giornate calde. 

Il selenio deve essere integrato alle mucche da latte durante le stagioni più calde perché protegge dallo stress ossidativo (Surai, 2006). 

La niacina, nota anche come vitamina B3, dovrebbe essere somministrata anche alle vacche da latte perché aiuta ad alleviare lo stress da calore aumentando la perdita di calore per evaporazione dal corpo e anche riducendo gli effetti che ha sul corpo a livello cellulare (Lundqvistet al., 2008).

5. Aggiunta di grasso alle razioni alimentari 

In condizioni di calore estremo è importante usare con attenzione il grasso in diete che contengono una quantità di grasso pari o inferiore al 5% per razione in modo da non avere effetti negativi sulla microflora ruminale. Se inferiore a questa quantità, il grasso può essere aggiunto in modo sicuro. 

Prodotti come grassi, oli e grassi vegetali non sono buoni perché interferiscono con la crescita microbica del rumine (Robinsin, n.d). Quindi, è consigliabile l’uso del grasso trattato perché bypassa il rumine riducendo gli effetti delle alterazioni microbiche (Giuseppe et al., 2018).

6. Aggiunta di additivi per mangimi 

Il ricorso alla coltura fungina e agli estratti vegetali è stato altamente raccomandato perché aiuta a regolare la temperatura corporea. L’integrazione di lieviti come Aspergillus oryzae in vacche da latte riduce la temperatura rettale delle vacche sottoposte a stress termico. Inoltre, il lievito migliora anche il flusso di nutrienti lungo l’intestino tenue e le prestazioni delle vacche da latte (Higginbotham et al., 1993). Si ricorre spesso anche all’impiego di insulina perché aumenta le possibilità di sopravvivenza delle vacche da latte alle temperature eccessive (Rhoads et al., 2013).

Riferimenti 

Higginbotham GE, Bath D, Butler LJ. 1993. Effect of feeding an Aspergillus oryzae extract on milk production and related responses in a commercial dairy herd. J Dairy Sci. 76:1484–1489.

Nardone A, Ronchi B, Lacetera N, Ranieri MS, Bernabucci U. 2010. Effects of climate changes on animal production and sustainability of livestock systems. Livest Sci. 130:57–69

National Research Council (NRC). 2001. Nutrient requirements of dairy cattle (7th ed.) Washington, DC: National Academy of Science. 

Nichols JR, Schingoephe DJ, Maiga HA, Brouk MJ, Piepenbrink MS. 1998. Evaluation of corn distillers grains and ruminally protected lysine and methionine for lactating dairy cows. J Dairy Sci. 81:482–491.

Surai PF. 2006. Selenium in food and feed, selenomethionine and beyond. In: Surai PF, editor. Selenium in nutrition and health. Nottingham (UK): Nottingham University Press; p. 151–212.

Berman A. 2011. Invited review: are adaptations present tosupport dairy cattle productivity in warm climates? J Dairy Sci. 94:2147–2158.

Huber JT, Higginbotham G, Gomez-Alarcon RA, Taylor RB,Chen KH, Chan SC, Wu Z. 1994. Heat stress interaction with protein, supplemental fat, and fungal cultures. Dairy Sci. 77:2080–2090

West JW, Mullinix BG, Bernard JK. 2003. Effects of hot, humidweather on milk temperature, dry matter intake, and milkyield of lactating dairy cows. J Dairy Sci. 86:232–242. 

Lundqvist M, Stigler J, Elia G, Lynch I, Cedervall T, DawsonKA. 2008. Nanoparticle size and surface properties deter-mine the protein corona with possible implications forbiological impacts. Proc Natl Acad USA. 105:14265–14270

Giuseppe Conte, Roberta Ciampolini, Martino Cassandro, Emiliano Lasagna,Luigi Calamari, Umberto Bernabucci & Fabio Abeni, 2018. Feeding and nutrition management of heat-stressed dairy ruminants. Italian Journal of Animal Science. 

Rhoads RP, Baumgard LH, Suagee JK, Sanders SR. 2013. Nutritional interventions to alleviate the negative consequences of heat stress. Adv Nutr. 4:267–276.

Robinson P. H., Feeding Strategies for Heat Stressed Dairy Cows During Hot Dry Weather. Accessed dated http://cdrf.org/wp-content/uploads/2013/09/Feeding-strategies-to-mitigate-heat-stress.pdf

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